3000 anni di storia nel cuore della Toscana

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La Terra degli Etruschi, fra borghi, riserve naturali e geotermia

Si tratta di borghi collocati fra l’Alta Val di Cecina, la Val d’Era e la Val d’Elsa in un territorio che possiede un ricco patrimonio di beni storici, artistici, archeologici e paesaggistici quasi da costituire un “unicum” in Toscana tanto da ispirare scrittori, poeti e pittori quali Rosa, Stendhal, Lawrence, Dennis, Corot, D’Annunzio e Cassola.

Infatti, oltre alle testimonianze millenarie delle civiltà etrusca, romana, medievale e rinascimentale disseminate sul territorio e custodite in prevalenza a Volterra, città d’arte e centro culturale dell’intera vallata, la Val di Cecina evidenzia una ricca varietà di paesaggi, che vanno dalle colline metallifere alle aree boschive come la Riserva Naturale di BerignoneLa Riserva Naturale Foresta di Berignone, istituita nel 1997 su circa 2166 ettari, si estende nei comuni di Pomarance e Volterra, a comprendere una vasta area delimitata dal Fiume Cecina, Torrente Sellate e Torrente Fosci a sud-ovest, dal confine con la Provincia di Siena ad est e dalla Macchia di Tatti a nord. Situata a pochi chilometri dalla città etrusca di Volterra la Riserva permette di visitare i diversi ambienti del territorio della Val di Cecina, dalle foreste agli ecosistemi fluviali, dalle macchie agli agroecosistemi tradizionali.
Coincide interamente con territorio appartenente al Patrimonio Agricolo Forestale regionale. La macchia di Tatti, di proprietà del Comune di Volterra, è contigua alla Riserva e forma con essa un unico complesso forestale gestito dalla Comunità Montana.
, la Riserva Naturale di Monterufoli – CaselliSituata al centro delle Colline Metallifere la Riserva Naturale Monterufoli-Caselli si estende, su circa 4828 ettari, nei comuni di Pomarance, Monteverdi Marittimo e Montecatini Val di Cecina, in Provincia di Pisa. Istituita nel 1997, l’area protetta costituisce oggi la più estesa Riserva Naturale della Toscana. E' costituita da territori compresi nel Patrimonio Agricolo-Forestale Regionale e solo in minima parte su terreni di proprietà privata. Vaste foreste mediterranee e dense macchie sempreverdi, da cui emergono i caratteristici affioramenti di rocce verdi, costituiscono l’elemento dominante del paesaggio della Riserva. Un territorio ad alta naturalità e diversità biologica che dal bacino del Torrente Trossa, ad est, si estende sugli accidentati rilievi di Poggio Gabbra e del Corno al Bufalo, fino a raggiungere, ad ovest, il corso del Torrente Sterza e gli isolati rilievi di Caselli, al confine con la Provincia di Livorno. Un territorio da visitare per le sue numerose emergenze naturalistiche, per i colori del paesaggio e per le numerose testimonianze della secolare presenza umana. e la Riserva Naturale di MonteneroSituata sulle colline plioceniche dell'Alta Valdera, tra Volterra e San Gimignano, la Riserva si estende sulle pendici settentrionali di Monte Nero (508 m), modesto ma erto rilievo posto alle spalle della Villa di Ulignano. Dai boschi sempreverdi a dominanza di leccio ai rimboschimenti di conifere, dai peculiari ambienti legati all’affiorare delle rocce ofiolitiche alle limpide acque del Torrente Strolla con le sue spettacolari forre. Un piccolo mosaico di ambienti diversi circondato da importanti testimonianze storiche e architettoniche ed inserito in un caratteristico paesaggio agricolo collinare, ove è facile osservare il volo dei numerosi rapaci che nidificano nella Riserva., dalla macchia mediterranea, al paesaggio delle colline volterrane costituito da calanchi, balze e poggi dal dolce declivio.

Pomarance conserva importanti vestigia del suo antico passato come la Porta Orciolina e la Porta di Casale della cinta muraria trecentesca, la chiesa di S. Giovanni con dipinti del Roncalli, del Cercignani e dell’ Ademollo, il Palazzo Pretorio nonché i Palazzi Pucci, Bicocchi, Bardini e De Larderel. MontecastelliSi tratta di un importante castello costruito sulla sommità di una collina che domina il Torrente Pavone. Il centro conserva ancora quasi intatto il suo aspetto medievale, sia nella cerchia di mura che circonda il borgo, dominato da un alto torrione che si trova sulla parte più alta della collina, che nella struttura urbanistica, che dividono il paese in vari settori concentrici. Il castello fu fondato nel corso del XIII secolo dal vescovo di Volterra in accordo con i conti Pannocchieschi, insediandovi abitanti provenienti da altri castelli dei dintorni che furono abbandonati e distrutti. è carat­terizzato da una massiccia torre a base quadrata di epoca medievale e dalla chiesa romanica di SS. Filippo e Giacomo (sec. XIII) a tre navate densa di pilastri con capitelli figurati. Nelle vicinanze del cimitero, si trova la Buca delle FateSi tratta di una tomba etrusca databile al VI sec. a.C., è scavata interamente nel terreno ed è composta da varie camere su cui si trovano le banchine in cui venivano deposte le urne con i resti dei defunti. Si trova nelle vicinanze del paese di Montecastelli, lungo la strada che collega Montecastelli con Castelnuovo. Nel medioevo molte tombe etrusche erano aperte e accessibili e queste buche erano di natura sconosciuta per le persone dell'epoca. Non sapendo l'origine delle tombe veniva loro attribuita una origine soprannaturale, per questo motivo molte delle tombe etrusche che erano conosciute nel medioevo hanno nomi del tipo Buca delle Fate - buco del santo o simili.; un ipogeo etrusco del sec. VI a. C.

A S. DalmazioIl borgo fu costruito nelle vicinanze del monastero femminile di San Dalmazio. Sopravvivono numerose testimonianze della sua struttura urbanistica medievale e anche diversi resti di edifici di quell’epoca. L’insediamento è noto fin dal X secolo, mentre il monastero è conosciuto solo dal XIII secolo. Del monastero rimane oggi solo la chiesa, in quanto il resto della struttura è scomparso. sono interessanti i resti di mura medievali con due porte che racchiudono l’abitato dalla forma pressoché circolare e la chiesa di forme romaniche che conserva un tabernacolo in terracotta della bottega di Luca della Robbia. Nelle vicinanze i resti dell’imponente Rocca SillanaÉ uno dei principali castelli del territorio, noto fin dal IX secolo. Nel corso del tempo ha subito numerose trasformazioni e quindi è, forse quello che maggiormente illustra nella nostra zona l’evoluzione dei castelli. L’ultima e più imponente ristrutturazione, è avvenuta nel XV secolo con la realizzazione di un imponente apparato murario in laterizi, unico nel suo genere in questa zona, oggi ampiamente restaurato. Intorno si notano i resti del borgo e di un’altra cerchia muraria. Attorno alla sua torre centrale, databile all’XI secolo, che è la struttura più antica fra quelle visibili, si sviluppò una prima cerchia muraria in pietra, che si individua al di sotto di quella più recente in laterizi; addossato a questa torre fu in seguito costruito un palazzo in pietra, circondato da altri edifici. Al di sotto del palazzo si conservano i resti di una grande cisterna, che doveva rifornire l’intero castello, essendo accessibile anche dall’esterno. Intorno alla rocca si sviluppò un grosso centro abitato, composto da alcune decine di abitazioni, e dove si trovava anche una piccola chiesa. Anche questo borgo era circondato da una vasta cinta muraria di cui si conservano ampi tratti. Notevoli soprattutto le porte di accesso al borgo, in discreto stato di conservazione. .

Anche MontecerboliE' costruito su uno sperone di roccia che domina un’area ricca di lagoni boraciferi e di altre manifestazioni geotermiche. Il primo documento che ne parla è del 1003, sono oggi visibili buona parte della cinta muraria e una delle porte di accesso. Le ridotte dimensioni del castello ne fanno un luogo scarsamente abitato, ma era comunque un castello piuttosto importante, costruito lungo la strada che collegava Pomarance con Castelnuovo. ha la struttura circolare di un antico castello con borgo medievale.

Castelnuovo Val di Cecina è circondato da un paesaggio boschivo e conserva la sua forma urbana “a grappolo” dove si possono di­stinguere le diverse fasi di espansione.

Sasso PisanoLa prima notizia che parla di questo castello è del 1058. Fu a lungo proprietà dei vescovi di Volterra, finché gli abitanti non giurarono fedeltà al comune di Volterra, nel 1204. I resti della rocca si trovano sulla sommità della collina, all’estremità orientale dell’abitato. Rimangono ancora ampi tratti della cinta muraria medievale che circondava la rocca, mentre il borgo si sviluppa nella zona occidentale ed è composto quasi esclusivamente da edifici moderni. si struttura intorno al suo nucleo più antico, il castello, posto nel punto più elevato del luogo.

SerrazzanoSi tratta di un importante castello situato nella zona boracifera della Val di Cecina. Il castello è noto fin dal X secolo, si trovava al confine fra le valli del Cecina e della Cornia, le sue dimensioni non erano molto grandi, certamente inferiori a quelle dell’abitato moderno, anche se sono pochi i resti di strutture medievali sopravvissuti. La grande chiesa dedicata a San Donato, in origine a San Michele, è l’unica testimonianza di rilievo rimasta in questo centro., interessante dal punto di vista urbanistico, conserva del periodo medievale due porte della cinta muraria e tracce del basamento murario a scarpa, nonché la chiesa di S. Donato che presenta all’interno interessanti volte gotiche e la graziosa chiesa romanica di S. Antonio.

Una torre a pianta quadrata e la chiesa di S. Martino caratterizzano l’abitato di La SassaSi tratta di un castello arroccato sullo sperone di una collina che si affaccia sulla val di Sterza.
Viene nominato per la prima volta nel 1008 e il suo territorio fu a lungo conteso fra la diocesi di Massa Marittima e il monastero di Monteverdi. Nei primi anni del Duecento passò sotto il controllo del comune di Volterra.
Ridotto oggi a semplice borgo conta comunque una continuità abitativa fino ad oggi. Vi si trovano una torre, forse il resto dell’antico mastio, e una chiesa dedicata a San Martino, che fu pesantemente restaurata dopo il terremoto del 1846.
, mentre alla destra, su uno sperone roccioso sorge QuercetoIl castello di Querceto è documentato fin dal XI secolo, come appartenente alla diocesi di Massa Marittima che poi lo cedette al monastero di Monteverdi. Nel 1208 questi cedette il territorio di Querceto al comune di Volterra e da allora i suoi abitanti furono cittadini volterrani. Gli edifici del castello oggi sono tutti moderni, rimane solo la pieve a testimoniare il suo passato. In origine la pieve si trovava all’esterno del borgo e fu spostata all’interno nel XII secolo. Al centro del paese si trova la grande villa Ginori-Lisci, che occupa quello che probabilmente era il luogo dove si trovava la rocca medievale., in­teressante per l’insieme delle costru­zioni che compongono la villa castello e dalla stupenda pieve di S. Giovanni. Alle testimonianze storico-artistiche la Val di Cecina unisce la ricchezza dei suoi prodotti endogeni.

L’alabastro, con cui si realizzano prodotti di raffinato artigianato, il salgemma, estratto nelle industrie di Saline di VolterraCentro abitato sorto intorno alla zona di estrazione e lavorazione del sale. Fin dal medioevo nella zona dove oggi si trova Saline di Volterra, esistevano numerose sorgenti di acqua salata, da cui veniva estratto il sale per ebollizione. Intorno ai pozzi vi erano modesti edifici che servivano per la produzione del sale e l’alloggio di chi vi lavorava. L’attuale centro abitato fu fondato alla fine del Settecento, per volontà del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo. Lo stabilimento di lavorazione del sale fu inaugurato nel 1790 e presto intorno ad esso sorsero altre costruzioni, molte di supporto alla produzione, ma anche le abitazioni degli operai che vi lavoravano, che in questo modo potevano avere una qualità della vita migliore di quella precedente, con a disposizione anche una scuola e una chiesa., e il calore dei soffioni boraciferi che viene sfruttato nelle centrali termoelettriche di LarderelloCentro abitato sorto intorno alla zona industriale per lo sfruttamento della geotermia. Il paese fu fondato dal francese Francesco de Larderel, il primo interessato allo sfruttamento industriale dei lagoni geotermici, a partire dal 1818 e si trattava di un villaggio fabbrica in cui si trovavano sia gli edifici produttivi che anche le abitazioni degli operai. Fu a lungo una importante sede industriale dove vivevano moltissimi operai e tecnici dell’Enel, l’industria che ha realizzato la maggior parte delle costruzioni a partire dalla metà del secolo scorso. A poca distanza dall’abitato esiste ancora l’area industriale caratterizzata dalla presenza di alte torri di raffreddamento per il vapore endogeno. Intorno al paese si vedono decine di tubi di metallo che servono per portare il vapore alle centrali che lo trasformano in energia elettrica. Queste condutture costituiscono una delle caratteristiche del territorio intorno a Larderello e sono ormai diventate parte del paesaggio., tipico centro industriale, con la chiesa progettata da Michelucci e con un interessante Museo della Geotermia.

Infine LibbianoIl castello sorge sulla sommità di uno sperone roccioso situato fra il Torrente Trossa ed il Torrente Adio. Oggi sopravvive solo il borgo, in quanto il castello, che si trovava sulla parte più alta della collina, è completamente diruto, tranne parte delle strutture fortificate della rocca. Anche nel borgo comunque rimangono numerosi resti di edifici di epoca medievale, fra cui quello che probabilmente era il palazzo del comune, in cui risiedeva il rettore inviato dal comune di Volterra, dopo che il castello di Libbiano si era sottomesso a Volterra, nei primi anni del Duecento. Buona parte del borgo è comunque stato ricostruito dopo un violento terremoto nei primi anni del novecento., MiccianoIn origine si trattava di un castello, di cui rimangono ben poche tracce negli edifici esistenti, solamente la struttura urbanistica testimonia la sua antica funzione. Come pure il sito su cui sorge, la sommità di uno sperone roccioso fra il Torrente Trossa ed il Torrente Adio. Nel 1014 era sottomesso al monastero di S. Pietro presso Monteverdi e poi passò al vescovo di Volterra nel 1186, in seguito gli abitanti giurarono fedeltà al comune di Volterra., LustignanoIl borgo, dalla struttura tipica del castello medievale, sovrasta dai suoi 400m di altitudine la riva destra del fiume Cornia. Affonda le sue radici nei tempi remoti della preistoria, ma dall’epoca etrusca iniziò ad avere un suo ruolo politico militare nei contatti fra le potenti città di Volterra e Populonia, collocato com’era su una delle strade di collegamento lungo la valle del fiume. Dopo l’epoca romana, di cui testimonianza principale è proprio il nome del castello, latinizzazione forse ricalcata sull’etrusco Listenio, si ha notizia del martirio del vescovo africano Regolo qui fuggito a seguito delle persecuzioni ariane nel V secolo. Come tutte le terre di questo comprensorio, Lustignano si trovò al centro delle lotte per ottenerne o mantenerne il dominio, nel contesto della fine della dominazione longobarda e l’avvento di quella dei Franchi (IX secolo), che videro protagonisti l’abbazia di Monteverdi (di istituzione longobarda) e i vescovi di Volterra, e poi fra questi ultimi e il Comune di quell’antica città. e La LecciaSi tratta di un piccolo borgo che oggi sorge nel sito in cui, durante il medioevo, si trovava un castello la cui prima notizia risale al 1028 e di cui rimangono solo pochi resti murari della cinta e di alcuni edifici. Il castello era in buona parte di proprietà del vescovo di Volterra, anche se vi accampavano diritti anche i conti Cadolingi e il monastero di S. Pietro presso Monteverdi. Nel 1204 gli uomini del castello si sottomisero al comune di Volterra. edificati su poggi attestano ancora nella forma urbana l’antica origine castellana.

Il centro più vicino alla costa tirrenica è Monteverdi Marittimo, il cui territorio è ammantato da una fitta copertura boschiva, (con la riserva naturale di Caselli che si estende, su circa 4828 ettari, nei comuni di Pomarance, Monteverdi Marittimo e Montecatini Val di Cecina, in Provincia di Pisa), da cui emergono il capoluogo ed il borgo di CannetoIl castello di Canneto, noto già dal 1084, è situato nella valle del Torrente Sterza, lungo la strada che collega la Val di Cecina con la Maremma. Fu costruito su un ampio pianoro che domina la valle ed ha una planimetria pressoché circolare. Il castello faceva parte del territorio della Badia di S. Pietro a Palazzuolo ed entrò a far parte del comune di Volterra nei primi decenni del Duecento. Si conserva ancora in buona parte la cerchia muraria medievale, nonché resti di murature più antiche inglobate negli edifici moderni., che conservano ancora la fisionomia dell’insediamento medievale, nonché i ruderi dell’Abbazia di San Pietro in Palazzuolo, che trasse origine dal monastero fondato nel 754 dal nobile Walfredo.

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