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Marrakesh, diario di viaggio 2014

Gita molto suggestiva, quella organizzata da “Emozioni Toscane”
dal 22 al 25 Marzo 2014 in Marocco

La comitiva volterrana, che si è rivelata molto affiatata, è stata accolta da un clima ideale all’arrivo a Marrakesh. All’uscita dall’aeroporto la prima piacevole sorpresa per chi c’era già stato tre anni fa per il tour in fuoristrada: il cantiere che avevamo lasciato, era diventato un bel giardino, pulito, ordinato con molte piante e fiori.
In pochi minuti siamo arrivati nel centro della città dove si trovava il nostro alloggio.
Qui la prima emozione; non un bello ma asettico hotel bensì un RIAD (vecchia abitazione nobiliare adattata al ricettivo) molto caratteristico e tutto a nostra disposizione.
Uscendo, dopo pochi metri ci si immerge nel tipico SUK, il tipico mercato marocchino. La differenza è stridente: si passa dall’assoluta tranquillità del Riad al caos più totale del Suk dove negli stretti corridoi passano tranquilli turisti, indaffarati marocchini, carretti a mano o trainati da asini e scooter che sfrecciano tra la folla evitando miracolosamente chiunque.
E’ stato molto interessante vedere non solo gli spazi adibiti alla vendita di ogni genere, ma soprattutto le piccole botteghe che ci fanno tornare indietro nel tempo, dove si lavora di tutto, dalla pelle ai tessuti, dai fabbri ai filatori di lana a chi tornisce il legno con i piedi.
Dopo una passeggiata di circa quindici minuti si arriva alla piazza principale di Marrakesh: Jemaa el Fna è sicuramente il piatto forte della città, una piazza incredibile animata da artisti di strada, incantatori di serpenti e venditori di qualunque cosa.
Noi ci siamo goduti il momento migliore di questo luogo incredibile, gustando l’immancabile thè alla menta sulla terrazza del caffè prospiciente Jemaa el Fna: il tramonto, quando cambia la luce e iniziano a montare i banchetti per la cena.
Dopo, al buio, si apprezzano le luci della piazza e si vedono alzare i fumi delle grigliate di carne.
Anche noi abbiamo voluto provare la cena in piazza che non è stata affatto male, naturalmente se si entra nello spirito del luogo.marocco-5 Marrakesh non è solo la piazza, ma bellissimi palazzi e giardini tra cui i lussureggianti Jardin de la Majorelle nel cui interno si trova il Museo della Civiltà Berbera (Musée Berbère); un piccolo museo che ci dovrebbe insegnare come si allestisce uno spazio museale. Porte scorrevoli fanno entrare e uscire i visitatori in modo che non ci sia contemporaneamente troppa gente, poche stanze, pochi oggetti ma molto belli ed esposti in maniera efficace con video che illustrano le varie situazioni. Una sala ci ha letteralmente affascinato: l’ingresso appariva come un’enorme cielo stellato, ma solo dopo ci si accorgeva che era piccola per un effetto dovuto ad un sapiente gioco di specchi.
Interessante anche l’escursione ad Essauria, forse un po’ lontana da raggiungere, ma particolare cittadina di mare, dove oltre al Forte e l’immancabile Suk abbiamo apprezzato il pranzo di pesce arrostito nelle caratteristiche bancarelle.
Le quasi tre ore di viaggio da Marrakesh ad Essauria ci hanno consentito di vedere, in un tratto praticamente desertico, come il Marocco si stia sviluppando anche nel sociale: infatti ogni pochi chilometri si trovavano edifici che comprendevano uffici amministrativi, presidi sanitari e scuole primarie. L’istruzione è tenuta in gran conto con obbligo scolare fino a 16 anni con facilitazioni economiche anche nei servizi per i meno abbienti.
Una bella gita che ha gratificato i partecipanti e che ci ha mostrato il vecchio (modeste botteghe e ricchi palazzi) e il nuovo (quartieri residenziali di alto livello e viali ampi e ben curati ricchi di piante e fiori) Marocco.

Tratto dal diario di viaggio di Spartaco Montagnani

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