
Intervista a
Stephenie Meyer
Volterra 19
Maggio
2007, ore 15.00
In una splendida giornata di sole, arriva
nella città etrusca Stephenie Meyer, la scrittrice statunitense che sta
facendo letteralmente impazzire i teenagers d’oltreoceano (e non solo). I suoi
romanzi, una miscela esplosiva di sensuali atmosfere gotiche, avventure
mozzafiato e di uno sviscerato romanticismo, velato da inespresse tensioni
erotiche, affascinano e conquistano, scatenando un vero e proprio delirio
collettivo, che sta dilagando anche nel nostro paese. Dopo il pluripremiato “Twilight”,
(miglior libro per ragazzi negli ultimi cinque anni, secondo Amazon. Com, Top
Ten del New York Times, miglior libro 2005 secondo Publishers Weekly) romanzo
d’esordio della scrittrice, tradotto e pubblicato da Fazi Editore, è uscito da
pochi giorni in Italia “New Moon”. Il secondo volume dell’ormai ex
trilogia (infatti è già pronto il quarto, “Eclipse”, da agosto nelle
librerie americane e sono in cantiere il quinto e il sesto), narra ancora le
vicende del bel vampiro Edward e della dolce Bella, e approfondisce i dubbi e le
angosce interiori della ragazza, coinvolta in un “folle” amore ultraterreno.
Per incontrare i suoi fan nell’unica tappa
italiana, la Meyer ha scelto Volterra, città toscana magica e misteriosa dove è
in parte ambientato il nuovo romanzo.
Forse non proprio tutti conoscono le
tormentate vicende della famiglia Cullen di Forks (piovosa cittadina dello Stato
di Washington), una stirpe di vampiri tanto anticonvenzionale quanto
terribilmente affascinante. Ma se provate a chiedere ad una ragazzina chi è
Edward, vi assicuro che vedrete i suoi occhi spalancarsi in una dimensione
onirica, uno specchio infinito dove si riflettono le speranze, i desideri, le
attese e i timori di un’età così leggiadra e spensierata (ma lo scopriremo solo
in seguito!) e allo stesso tempo totalizzante e un po’ cinica, qual è
l’adolescenza. E in questo settario mondo della pubertà, dove vige il tirannico
“o tutto o niente” dove “o si ama o si odia”, “si vive o si muore”, i
sentimenti e le emozioni bruciano dentro, penetrano nella pelle e raggiungono il
cuore, il fegato e i polmoni. Diventano ritmo che scandisce la vita, sangue che
scorre nelle vene, aria che pompa nei polmoni. I protagonisti dei libri della
Meyer così belli e inaccessibili nella loro condizione sovrumana, capaci di
tutto il bene e il male possibile, hanno conquistato un posto d’onore nell’anima
e nei sogni di quella generazione.
E proprio un “sogno” ha decretato non solo la
fortuna dei Cullen, ma anche di Stephenie, che fino a quel momento di
pipistrelli e licantropi non ne voleva proprio sentir parlare.
< Una notte, mi è apparso Edward in tutta
la sua folgorante bellezza. Non ho potuto che assecondarlo… e scrivere >.
Inizia così la nostra chiacchierata con l’autrice, nel backstage del Teatro
Persio Flacco di Volterra < io prima di allora non nutrivo alcun interesse
per il genere horror e fantastico, i vampiri e tutto il resto…anzi.. -
racconta questa bella donna di 34 anni sposata con tre bambini, ancora sotto
choc ( è lei stessa ha dirlo), per l’inaspettato e travolgente successo -
ma
sono stati loro a cercarmi e mi hanno trovata! >. Da allora la vita di
Stephenie è cambiata, e nella sua “casa” sono entrati i protagonisti del
romanticissimo amore tra un’anima “perduta” e una “pura”. C’è aria di Giulietta
e Romeo in questo “New Moon”, ma dopotutto William Shakespeare, insieme a Daphne
Dumaurier e Louisa May Alcott, figura tra i suoi scrittori più amati. Intanto
dalla sala del teatro arrivano applausi e urla, mentre Stephenie continua a
parlare tra generosi sorrisi e ampie sorsate dall’inseparabile bottiglietta
d’acqua. E ci confida come fondamentali siano state le colonne sonore che hanno
accompagnato la stesura dei suoi romanzi < Mentre scrivo ascolto sempre
musica. E le note ed i testi dei Linkin Park, dei Muse e dei My Chemical
Romance, sono state un’ importante fonte di ispirazione per riuscire ad
immedesimarmi meglio nei personaggi e nei loro sentimenti.>. Ma questa
candida e serafica ragazza dall’innocente vestitino a fiori e dai lunghi e
soffici capelli, un qualche legame con il paranormale pare ce l’abbia davvero.
Con un guizzo di inquietudine ascolto una sua sconcertante “confessione” < Avevo appena terminato un capitolo di “New Moon” che si svolge in Italia. La
storia era ambientata in una città toscana, perché è una terra antica, ricca di
civiltà. Lì abita una famiglia di vampiri, i Volturi. Pensavo ad un luogo
fittizio del tutto immaginario per evitare possibili allarmismi tra la
popolazione, poi ho controllato sulla mappa e ho letto… Volterra! Sono corsa
subito sul sito di quella città e mi è preso un colpo. Infatti la piazza con la
torre dell’orologio (la Piazza dei Priori ndr) di cui avevo scritto sul libro,
mi si era materializzata sul monitor ! Se ci penso ho ancora i brividi - sorride
divertita - allora ho intitolato quel capitolo “Volterra”, e ho deciso di
presentare il libro in questa città. Poi a dire il vero - continua con fare
misterioso - ero curiosa di vedere dove vivono i Volturi ! E sono arrivata
qua: un luogo davvero meraviglioso ! >. Ora, se i Volturi vivano o meno a
Volterra al momento è difficile dirlo, ma sicuramente i centinaia di fan accorsi
da tutta Italia, con cartelloni colorati e mele rosse succose dipinte sul viso o
strette tra le mani, reclamano la loro eroina. Quindi Stephenie si congeda. Mi
saluta, mi bacia e mi lascia con una foto, dove lei, la “madre dei vampiri”, la
“regina delle tenebre” è, a dir poco, radiosa. Ma dopo tutto la sua è una
natura di luce e non di ombra, e questo suo aspetto, insolitamente solare per
una che si occupa dei “non morti”, si svela anche nei suoi racconti, dove a
dispetto dell’ortodossia “vampiresca”, i ritornanti brillano al sole (e non
bruciano), sono vegetariani (ossia succhiano il sangue animale anziché umano),
hanno denti forti e affilati ma privi di antiestetici canini aguzzi e
soprattutto sono belli come dei. Intanto Stephanie è già sul palco ad incantare
tutti con la sua naturale semplicità.
Due considerazioni: la prima è la
soddisfazione di constatare che, per fortuna, non sempre celebrità e talento
vanno a braccetto con presunzione e volgarità. La seconda riflessione è questa:
in un’epoca virtuale dove anche i sentimenti più nobili sono rappresentazioni in
“pixel”, è maledettamente piacevole scoprire che le “parole di carta” fanno
ancora “volare”.
Cristina Ginesi
cristinaginesi@libero.it