Mercuzio non vuole morire – La vera tragedia in Romeo e Giulietta

Mercuzio non vuole morire – La vera tragedia in Romeo e Giulietta

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27/07/2013
21:15

Teatro Persio Flacco

Via dei Sarti, 37

Volterra

Compagnia della Fortezza ideazione e regia Armando Punzo .

con  i detenuti-attori della Compagnia della Fortezza Aniello Arena, Abderrahim El Boustani, Francesco Felici, Alban Filipi, Gianluca Matera, Massimiliano Mazzoni, Rosario Saiello, Massimo Terracciano, Giuseppe Venuto,  Edrisa Wadda   e con Tiziana Colagrossi, Marco Mario Gino Eugenio Marzi, Franceso Nappi, David Pierella, Yuri Punzo, Roberto Raspollini, Francesca Tisano, Alice Toccacieli e la partecipazione dei giovanissimi Amelia Brunetti, Gregorio Mariottini, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Tommaso Vaja voce Anna Grazia Benassai trombone Fabiano Fiorenzani musiche originali eseguite dal vivo Andrea Salvadori con la partecipazione straordinaria del contraltista Maurizio Rippa.

Mercuzio non vuole morire è stato realizzato grazie alla partecipazione ed alla collaborazione di cittadini, artisti, associazioni e istituzioni che hanno creduto nella forza e nella necessità del progetto .

Al pubblico dello spettacolo viene richiesto di portare alcuni semplici oggetti che serviranno alla realizzazione di alcune scene collettive: un libro (che abbia un valore simbolico e rappresenti qualcosa di importante per la propria vita) e un guanto rosso (di cotone, di lana o anche di gomma).

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Romeo: Basta, basta, Mercuzio! Tu parli di nulla.
Mercuzio : Giusto, giusto io parlo dei sogni…
che sono figli di una mente vagabonda
pieni soltanto di vana fantasia,
che ha meno sostanza dell’aria
ed è più incostante del vento
che ora corteggia le gelide gole del nord
e poi furibondo fugge lontano
tornando al sud in cerca di calore.
(tratto da Romeo e Giulietta, W.Shakespeare)

È in questo preciso istante che muore Mercuzio. Tebaldo in seguito affonderà la spada nel corpo di un uomo, ormai svuotato del suo valore più grande: la capacità di sognare.
La Leggerezza! La Leggerezza! La Leggerezza pensosa! Urla gioioso Mercuzio ferito a morte per le strade della bella Verona. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia.
Gli artisti, i poeti, gli intellettuali, possono essere schiacciati, sacrificati come sotto un qualsiasi totalitarismo, anche in tempo di democrazia, e quest’ultima sa essere poco tenera alla stessa identica maniera. E a nulla serve l’illusione del potersi esprimere liberamente, quando sono tagliati e abbattuti ”culturalmente” tutti i ponti verso chi dovrebbe essere il destinatario ultimo e fruitore della libertà che solo la cultura può dare. Cambiano i tempi, le modalità, le stagioni politiche, ma non cambia il rapporto di sudditanza e marginalizzazione che da sempre il potere instaura, con i ”suoi” uomini di cultura non allineati, l’utilizzo spregiudicato e anestetizzante che di essi ne vorrebbe fare chi detiene i cordoni della borsa. Sono talmente tanti, troppi, gli esempi di artisti che testimoniano questa durissima storia della vita nell’arte, che di ciò, ormai, si è fatta regola disinvolta e abitudine. Nelle ”Lezioni Americane” Calvino tratta, tra gli altri, il tema della ”Leggerezza di Mercuzio” e questa stessa qualità straordinaria la riscontra in altri personaggi e autori come Perseo a cui capita di vivere in un mondo di mostri, che taglia la testa alla Medusa e vola con i sandali alati, elementi sottilissimi contrapposti da Montale a Lucifero dalle ali di bitume che cala sulle capitali d’Occidente, Milan Kundera con L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere, il De Rerum Natura di Lucrezio, le Metamorfosi di Ovidio, il poeta Cavalcanti, Paul Valéry, Emily Dickinson, Henry James, Don Quijote che infilza con la lancia una pala del mulino e viene trasportato in aria…
Personaggi, solo personaggi frutto di una fantasia, per alcuni.
Tutto ha inizio nello spazio del teatro. Spazio fuori dal tempo ordinario, tempo altro per Mercuzio che vivendo e rivivendo la sua ineluttabile morte, giorno dopo giorno, replica dopo replica, ferito dalla banalità crudele del ruolo che gli è capitato, sfugge la trama della sua storia, svia l’incontro fatale, evoca altri luoghi, come un attore finge la morte di Mercuzio; lui finge fino in fondo, per contrasto, il suo desiderio di vivere.
Mercuzio non sta al suo ruolo, alle azioni, alle parole previste per lui. Vuole far capire a tutti quanto è importante la sua entità, la sua forma spirituale. Lui è lui, ma attraverso lui è la poesia che si manifesta, un’altra possibilità che è nell’essere umano.
Lottare contro la negazione di questa possibilità è il senso della sua esistenza. L’evento che ha avuto inizio in quella parte della città detta reclusa è concepito come se fosse un bozzetto, un crogiuolo dove si rifà il mondo.
Mercuzio, ferito a morte, riscrive la sua storia. Ogni pensiero produce azioni, evoca fantasmi, che prendono forma nei luoghi circostanti.
Armando Punzo

 

Prezzo : 15 euro posto unico .

Info e prenotazioni :Vendita biglietti box office Toscana www.boxol.it

oppure presso la biglietteria centralizzata del Festival VolterraTeatro2013  in Piazza dei Priori ,

o chiamando i numeri: +39 3312974045 /+39 331 7162468

Info@volterrateatro.it  / www.volterrateatro.it

Le prenotazioni saranno riservate fino a due ore prima dello spettacolo.

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